giovedì 17 agosto 2017

Il Primo Gruppo Caccia Asso di Bastoni e Adriano Visconti ad Albino # 10



Adriano Visconti fotografato ad Albino da Olimpio Agostinis


Olimpio Agostinis


Olimpio Agostinis quando era nel primo gruppo caccia Asso di Bastoni

lunedì 14 agosto 2017

Primo gruppo caccia Asso di Bastoni - L 'ultimo volo di carlo Magnaghi # 6

La vera storia dell'eccidio di Cefalonia

"A Cefalonia dopo l'8 settembre i tedeschi sterminarono la Divisione Acqui".
Questo è il messaggio che è passato alla storia dagli anni 50 in poi. Anche su riviste di storia spesso si parlava di Cefalonia in questi termini e si raccontava di 10.000 uomini fucilati. In pratica quasi nessuno sarebbe dovuto tornare in Italia e comunque dovevano essere poche centinaia di superstiti. In realtà i superstiti furono migliaia. tra i caduti poi, molti non morirono a Cefalonia ma nei viaggi allucinanti che li portarono, ormai prigionieri, in Russia come manovalanza per i tedeschi come accadde a Bruno Bertoldi. (clicca per il video).


(Soldati Italiani a Cefalonia)

Cosa accadde veramente in quei giorni venne comunque ricostruito da una commissione dell'Esercito Italiano inviata a Cefalonia nel dopoguerra. Al ritorno dal viaggio il Ten. Col. Livio Picozzi scrisse una relazione dettagliata che prese il suo nome Relazione PICOZZI; la relazione rimase lettera morta e prese polvere per decenni negli armadi dell'Ufficio Storico fino a quando Massimo Filippini, figlio del maggiore Federico Filippini uno degli ufficiali uccisi a Cefalonia, non la trovò e la studiò attentamente per capire meglio quale sorte incontrò suo padre. (clicca per il video).


(Sopra il Maggiore Federico Filippini)

Cosa si evince dalla relazione? Intanto la relazione fu divisa in due, una parte descriveva come andarono le cose a Cefalonia e il numero dei caduti italiani e tedeschi e una seconda parte riassumeva l'attività del Capitano Renzo Apollonio, che veniva descritto come insubordinato e non come un eroe (come tutti sapevano nel dopoguerra).

Anche tramite l'Anpi infatti nel dopoguerra venne montato il mito resistenziale di Cefalonia dove secondo questa teoria si diede inizio alla "resistenza" antinazista. Apollonio e  Amos Pampaloni erano due giovani ufficiali di artiglieria. Il 13 settembre Apollonio, più alto in grado, contravvenendo ad ordini superiori, diede ordine di sparare contro due motozattere tedesche. Così iniziarono gli scontri tra italiani e tedeschi nell'isola. I tedeschi però erano ancora inferiori di numero e sulle prime negoziarono. 

Un'altra leggenda che vagola anche su qualche libro "storico" è che il Generale Gandin indette un referendum tra i suoi militari per sapere se volessero consegnare le armi o resistere ai tedeschi. Ovviamente chi dice questo non è mai stato un militare, inoltre bisogna pensare come veniva esercitata la disciplina militare all'epoca.


(Il Generale Antonio Gandin)

E' ridicolo pensare che in un territorio spezzettato come quello di Cefalonia con batterie e uomini sparsi tra isolotti e colline, in un momento del genere un generale mandasse in giro i suoi subordinati a raccogliere i risultati elettorali.
Semmai ci fu una consultazione tra Gandin e gli ufficiali superiori sul da farsi ma sempre nell'attesa di ordini superiori, ordini che purtroppo non arrivarono mai e i tedeschi ebbero il tempo di ottenere rinforzi sull'isola per attaccare.
Anche il superstite Bertoldi ha confermato che la storia del referendum non è vera (clicca per il video) ed ha anche affermato che il capitano Renzo Apollonio collaborò con i tedeschi per salvarsi la vita. (Clicca per il video).
Bertoldi era l'autista personale del generale Gherzi. Sia Gherzi che Gandin morirono a Cefalonia.


(Sopra Bruno Bertoldi)

Per capire quello che accadeva in quelle ore dopo l'8 settembre 1943 si può visionare questo video con la testimonianza di Michele Zucchi altro sopravvissuto a Cefalonia. (clicca per il video). Qualche ufficiale rimase allibito dalla notizia dell'8 settembre e capì subito che sarebbe accaduto qualcosa di nefasto. Inoltre tutti sapevano che i tedeschi erano meglio equipaggiati; è vero che la Acqui poteva nell'immediato bloccare quelli che erano a Cefalonia ma il timore di una risposta con l'invio di rinforzi era molto forte. (clicca per il video)


(Sopra Michele Zucchi)

Le critiche al Generale Gandin sono state molto dure ed hanno sicuramente offuscato la sua immagine facendolo passare per un ufficiale mediocre che non seppe gestire la situazione. Andrebbe rivista la sua posizione alla luce di tutte le informazioni trovate in questi decenni dai vari ricercatori.
Anche tra alcuni veterani sopravvissuti c'è un astio nei confronti di Gandin che viene accusato di essere l'unico colpevole di quel che accadde. Queste accuse però nascono dal "sentito dire" dalle voci che da decenni si sono ingigantite, da leggende ormai consolidate come verità. Alcuni dei soldati che parlano di Gandin nemmeno lo videro mai. Come era ovvio che accadesse, nella scala gerarchica tra lui e i militari c'erano maggiori, capitani, tenenti, sottotenenti e tutti i sottufficiali. 
Va inoltre tenuto conto che molti generali italiani in quelle stesse ore si trovarono nelle stesse condizioni e aspettarono ordini per diversi giorni, proprio come fece Gandin.
Arnaldo Filippi che militava nel Regio Esercito come ufficiale di complemento ricorda che anche il generale Vercellino sciolse la 4^ armata in Francia dopo aver atteso invano direttive da Roma proprio il 12 settembre. (Clicca per il video)

L' 8 settembre in realtà fu la causa di tutti i mali. Questo viene detto da molti veterani appartenenti a diverse armi e specialità che si trovarono nel caos totale dopo la fatidica data. Qui è possibile visionare le testimonianze del Generale di Squadra Aerea Oreste Genta, Del Generale di Squadra Aerea Umberto Bernardini, e dell'Ammiraglio Gino Birindelli. (Clicca sui nomi per visionare i video)

Il 15 settembre a Cefalonia iniziarono gli scontri. Questa volta però i tedeschi erano coadiuvati dall'aeronautica con gli Stuka che decimarono i ragazzi della Acqui. (Clicca per il video)

Molti italiani dopo i combattimenti con i tedeschi furono imbarcati su alcune navi per essere trasportati verso Atene. Tre navi furono affondate e in quegli affondamenti morirono altre migliaia di italiani. Anche Michele Zucchi era su una delle navi che affondarono ma per sua fortuna venne raccolto da un'altra nave in navigazione. (clicca per il video).

Il viaggio da Atene alla Jugoslavia fino alla Russia fu per molti di loro un vero inferno lo testimonia anche Alberto di Bernardini altro reduce della Divisione Acqui. (clicca per il video).


(Sopra Alberto Di Bernardini)

L'avvocato Massimo Filippini riassume in questo video il suo pensiero sull'Eccidio di Cefalonia suscitando anche molte polemiche. Va però ricordato che il primo a trovare la relazione Picozzi e molte altre fonti documentate sul tragico evento storico fu proprio lui. (clicca per il video).


(Sopra l'Avvocato Massimo Filippini)

La bibliografia sull'argomento è molto ampia e man mano che passano gli anni tutti i ricercatori si avvicinano sempre più ai dati della relazione Picozzi o quelli che Massimo Filippini ha reso noti sia su pubblicazioni che in molte conferenze smentendo cifre e leggende che fino ad oggi sono passate per verità assolute, come il numero dei morti per mano dei tedeschi che risulta anche sulla targa esposta nell'isola sul monumento ai caduti. (clicca per il video).
Purtroppo tutto questo però non riporta in vita i caduti di Cefalonia ma avvicinarsi il più possibile alla verità e riuscire a capire chi mantenne un comportamento leale e chi no renderà giustizia a molti.


(la targa sul monumento ai caduti di Cefalonia)


Il parroco Don Luigi Ghilardini che era a Cefalonia già nel 1953 scrisse "I martiri di Cefalonia".
Di Cefalonia poi ne hanno parlato un po' tutti, sia parenti di militari deceduti nell'isola (o in prigionia) sia storici noti come Giorgio Rochat nel suo libro "La Divisione Acqui a cefalonia : settembre 1943".
Va ricordato che lo stesso Massimo Filippini ha pubblicato ben tre libri sulla vicenda della Divisione Acqui.
Una delle ultime pubblicazioni su Cefalonia è di Elena Aga Rossi.
Inoltre sul tema si trovano numerosi blog e siti di parenti e appassionati dove più o meno ci sono informazioni verificate.




La filmografia sui fatti di Cefalonia  non è grandissima e forse con il tempo crescerà.
Molto noto (più che altro per la partecipazione delle star Nicolas Cage e Penelope Cruz) è il film Il mandolino del Capitano Corelli (2001). Produzione Hollywoodiana più attenta alla forma che alla sostanza.
In Italia sono state realizzate due puntate per la tv dal titolo Cefalonia (2005) con  Luca Zingaretti e il film I giorni dell'amore e dell'odio (2001), con Ricky Tognazzi nella parte del Generale Gandin. Dei tre film citati è quello che ha riscosso meno consensi.
Più abbondante la filmografia riguardante documentari e servizi televisivi tutti facilmente rintracciabili nei siti ufficiali della Rai tv o in internet.

Disponibili in Dvd tre titoli con le testimonianze di veterani del Regio Esercito che erano a Cefalonia (clicca sui titoli per le info) :




C.C.